MARTINA-CHIARA BIAGI | INel nuovo album di Raye, quasi più teatrale che semplicemente musicale, mi è sembrato di trovare una perfetta trasposizione di quella sensazione che Hector in “The History Boys” descrive più o meno così: quando leggiamo e troviamo qualcuno che prova quelle stesse emozioni che credevamo più intime, è come se una mano uscisse dalle pagine e stringesse la nostra, dicendo «Non sei solo».
EDMONDO GRASSI | Il punto di vista di chi osserva una relazione dall’esterno assume sempre delle angolazioni sfalsate, parziali, inciampanti, collocate dietro un angolo, attraverso lo spiraglio di una porta, da un gradino di una scalinata con uno sguardo trasversale, dal riflesso di una superficie opaca.
Ogni numero nasce da una parola sola: un'ossessione, un nodo, una distanza. Qui le abbiamo messe in fila, per vedere se insieme raccontano qualcosa che ci era sfuggito